I politici, si sa, cambiano idea frequentemente. A volte compiono delle vere e proprie giravolte: movimenti repentini che possono sfuggire all’occhio comune ma che rischiano di intrappolarli nella Rete. Il web, come sappiamo, non dimentica. I social men che meno.
Un tweet, come un diamante, è per sempre: rimane scolpito nella pietra e rischia di inchiodare chi lo ha scritto anche dopo mesi se non anni, spuntando fuori nei momenti meno opportuni, per esempio durante la campagna elettorale.

Di Maio dimentica i taxi

L’ultimo politico a dovere fare i conti con il proprio passato social è Luigi Di Maio. Come riporta Repubblica, infatti, il candidato di Movimento 5 Stelle avrebbe dichiarato all’agenzia tedesca Dpa: “Non ho mai detto che le Ong siano taxi del mare. Ho detto, sulla base di argomentazioni e indagini di alcuni pm italiani, che alcune ong difettano di trasparenza. Dovremmo verificare se stiano salvando o trasportando migranti, il che è molto diverso”.
Ma non è proprio così: Di Maio, come ha ricordato in un suo post su Facebook lo scrittore Roberto Saviano, il 21 aprile 2017 aveva utilizzato proprio l’espressione “taxi del Mediterraneo” chiedendosi retoricamente chi li finanziasse.

 

Chi paga questi taxi del Mediterraneo? E perchè lo fa? Presenteremo un'interrogazione in Parlamento, andremo fino in fondo a questa storia e ci auguriamo che il ministro Minniti ci dica tutto quello che sa.

Geplaatst door Luigi Di Maio op vrijdag 21 april 2017

 

Quell’amore-odio di Salvini per meridionali e Berlusconi

Scavando nel passato social dei politici è possibile portare alla luce piccole-grandi incongruenze di tutti i tipi.
Matteo Salvini, oggi alleato di Silvio Berlusconi, il 16 febbraio 2012 scriveva su Facebook: “Nessun leghista è disposto a puntare ancora su un’alleanza con Berlusconi. No a possibili assi tra Carroccio e Cavaliere. La nostra gente non ne vuole sapere di un ritorno in campo di Silvio Berlusconi. Basta, basta per sempre: se Berlusconi corre, lo farà senza di noi”.

Nessun leghista è disposto a puntare ancora su un'alleanza con Berlusconi.No a possibili assi tra Carroccio e…

Geplaatst door Matteo Salvini op maandag 16 juli 2012

 

È passata meno inosservata la giravolta del segretario del Carroccio sui meridionali. Il 17 ottobre 2012 su Facebook si chiedeva retoricamente: “Dire Prima il Nord è razzista?”. Oggi Salvini ha cambiato idea, tant’è che twitta ricette per lo sviluppo del Meridione e ha tolto la connotazione geografica settentrionale dal simbolo della Lega Nord, che corre alle politiche 2018 semplicemente come “Lega”.

 

Ho passato qualche minuto ad eliminare con dolcezza da questa pagina qualche chiacchierone che viene qui solo per…

Geplaatst door Matteo Salvini op woensdag 17 oktober 2012

Renzi e il suo addio alla politica e al Senato

Matteo Renzi è stato il primo presidente del Consiglio fortemente social del Paese. Nonostante sia esperto del mezzo, qualche scivolone lo ha compiuto pure lui. Per esempio quando disse, durante il #matteorisponde del 21 novembre 2016 che, in caso di sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre successivo, si sarebbe ritirato dalla politica: “Io ho 41 anni, tutte le mattine mi sveglio in questo palazzo e dico grazie. Ma sto qui se posso cambiare le cose. Non sto qui aggrappato al mantenimento di una carriera. Non ho niente da aggiungere al curriculum vitae”.

#MatteoRisponde del 21 novembre 2016

#MatteoRisponde del 21 novembre 2016

Geplaatst door Matteo Renzi op maandag 21 november 2016

 

Un anno e mezzo dopo, invece, il segretario del Pd non solo non si è ritirato a vita privata ma guida il proprio partito alle politiche 2018, candidato per un posto in quel Senato che, come testimonia il suo cinguettio del 17 febbraio 2014, avrebbe tanto voluto chiudere.

 

Quel cinguettio di Gasparri che imbarazza l’europeista Berlusconi

Scavando nel passato social dei maggiori esponenti di Forza Italia si può scoprire qualche tweet che, riletto oggi, può creare più di un imbarazzo.
Per esempio, lo scorso 22 gennaio, Silvio Berlusconi, riabilitato al Partito Popolare Europeo ed accolto in Europa nuovamente con tutti gli onori, ha dichiarato: “Dobbiamo guardare con favore a quello che è accaduto ieri in Germania che va verso la sicurezza di avere un governo e questo comporterà anche per la signora Merkel la possibilità di essere ancora autorevole in Europa. Io con la signora Merkel ho sempre avuto degli eccellenti rapporti di stima ed interesse reciproco, ci sostiene con determinazione nella nostra campagna elettorale”.
Dovrà allora spiegarlo a Maurizio Gasparri, uno dei pochi ex An a essere ancora nelle liste di Forza Italia, che nel 2014 twittava così:

Gratta il profilo social del grillino, esce il renziano

Non bisogna per forza avere una lunga carriera politica alle spalle per essere accusati di incoerenza. In queste ore per esempio stanno facendo parecchio discutere i parecchi tweet di Nicola Cecchi, l’uomo che M5s ha deciso di schierare contro Matteo Renzi a Firenze. I suoi cinguettii dell’anno scorso, infatti, lo dipingono renzianissimo e ostile a Di Maio.

 

 

Il “Cecchi-pensiero” ha già creato parecchio imbarazzo tra i pentastellati, tanto che è dovuto intervenire Alfonso Bonafede sul nuovo blog per garantire la conversione del nuovo membro.

Come si è visto, la buccia di banana social è sempre dietro l’angolo. Ciascuno schieramento ha i suoi tweet e post che vorrebbe nascondere nell’armadio, assieme ai proverbiali scheletri. Il Presidente Sandro Pertini diceva che “la coerenza è comportarsi come si è e non come si si è deciso di essere”: un atteggiamento non per tutti, soprattutto in campagna elettorale.