I social consentono di comunicare in tempo reale con una pluralità indistinta di persone. Basta un clic, o una ditata sul touch screen e il tweet è fatto, il post è pubblico. La rapidità con cui Twitter e Facebook veicolano i messaggi è senz’altro comoda in campagna elettorale ma, talvolta, può rivelarsi un vero e proprio boomerang per il politico che inciampa in messaggi banali o discutibili. Dal momento che, con il progetto #italia2018, abbiamo deciso di seguire, in tempo reale, le politiche sul fronte dei social (qui il nostro Social Wall, per chi non volesse perdersi nemmeno un istante di campagna elettorale live), non potevamo non elencare gli interventi più buffi, banali e non-sense dei candidati in lizza all’interno di  una rassegna che raccoglie il peggio della settimana.

 

Trovatevi una chat privata

La comunicazione social richiede immediatezza e una buona dose di sintesi. In questa occasione il candidato di Liberi e Uguali Pierluigi Bersani sembra avere esagerato con un “botta e risposta” che sa di chat.

Gasparri il reporter

D’accordo che, con i social, è possibile seguire i politici minuto dopo minuto, ma sembra che all’attuale vice presidente del Senato, nonché candidato di punta di Forza Italia, Maurizio Gasparri la cosa stia sfuggendo un po’ di mano…

Quei gufi dei familiari

L’ex premier Matteo Renzi ha compiuto gli anni proprio nel pieno della campagna elettorale e ha voluto comunicare ai suoi follower la sorpresa che gli hanno preparato i suoi famigliari. Tuttavia, aguzzando la vista, è possibile notare che, quelli disegnati sulla tovaglia, sono proprio dei gufi! Un messaggio nemmeno troppo subliminale vista la comunicazione del segretario del Pd!

Possibile che i primi gufi di Renzi siano proprio i suoi parenti più stretti?

Nostalgia padana canaglia

Rivolgere domande ai followers è sempre pericoloso: il rischio di essere “trollati” è infatti più che scontato visto che sui social non ci si rivolge solo al proprio elettorato. Un twittatore d’assalto come Matteo Salvini dovrebbe saperlo. Tuttavia, a questo giro, la brutta risposta al leader della Lega è arrivata non da un oppositore politico ma da un utente che sembrerebbe militare nello zoccolo duro. Del resto, per quanto nordici si possa essere, si troverà sempre chi è più padano…

Questione di cittadinanza

Il candidato di Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia esibisce con orgoglio il programma politico della propria lista. Il problema è che sostiene che sia il solo a essere “scritto dai cittadini italiani”. Si riferisce ovviamente all’usanza, in voga soprattutto tra gli iscritti al Movimento della prima ora, di chiamarsi tra loro ‘cittadini’, come durante la Rivoluzione francese. Scritta così come l’ha twittata, però, è una affermazione discutibile: i programmi dei partiti rivali da chi sarebbero redatti: da Bruxelles? Dalla Bilderberg?

Istruzioni per l’uso

Il premio di peggior comunicazione social questa settimana se lo aggiudica obbligatoriamente l’account Twitter di Forza Italia, grazie a questo intervento illuminante: “Con la nuova legge elettorale, votare è semplicissimo: devi solamente fare una croce sul nostro simbolo”. Cestinati i mesi di dibattito sul tema della reintroduzione delle preferenze, fa piacere sapere che, una volta tanto, ci verrà assegnato un compito semplice come mettere una croce.