Se è vero che le ultime campagne elettorali si sono giocate anche sulle lande virtuali di Internet è altrettanto vero che un numero considerevole di politici e candidati non dispone ancora di un proprio account Facebook e Twitter. Legittimo preferire la vecchia piazza e il contatto diretto con la gente a lanciare proclami da dietro un monitor. Spulciando però i social dei candidati alle politiche 2018 si trovano casi piuttosto curiosi di persone che, pur avendo un profilo, hanno deciso di tenerlo totalmente privato. La domanda sorge spontanea: perché? È possibile intraprendere una carriera pubblica volendo preservare la propria privacy, persino quella sul web?

La ritrosia nordica del leghista altoatesino

Il primo caso di politico a-social che salta all’occhio riguarda Massimo Bessone, candidato della Lega e tutt’ora Commissario del Carroccio Alto Adige Südtirol nonché consigliere e vice presidente del Consiglio comunale di Bressanone. Bessone non può dunque dirsi un privato cittadino che tenta l’avventura politica ma è senza ombra di dubbio una personalità che amministra la cosa pubblica da tempo.

 

Il candidato al Senato dispone anche di un sito personale, bessone.it, che riporta in bella vista i propri social: parrebbe ovunque, da Facebook a Instagram, fino ad arrivare su YouTube. Peccato che, cliccando su Twitter, si arrivi a un profilo schermato, che infatti raccoglie solo 160 follower.

In parte più comprensibile la decisione di rendere privato anche il profilo Instagram, sebbene in linea di principio cozzi con la decisione di inserirlo nel suo sito.

L’imprenditrice pugliese che non ama Twitter

Situazione di analoga a-social-ità per la pugliese Federica De Benedetto, candidata alla Camera per Forza Italia, la quale, nonostante la giovane età (33 anni), vanta già di un trascorso politico di tutto rispetto. Nel suo sito, infatti, si legge: “nelle elezioni europee 2014, sono la candidata più giovane del Sud Italia, nonché l’under 30 più votata del partito su scala nazionale con 19.400 voti”.

“Grazie a questo risultato, – continua – vengo nominata Vice coordinatrice regionale in Puglia nel 2015. Nel 2017 partecipo alla campagna elettorale per il Comune di Lecce nella lista di Forza Italia, risultando la donna più votata con 507 preferenze”. Sembra che, a livello territoriale, De Benedetto sia piuttosto conosciuta e questo nonostante il suo profilo Twitter sia aperto solo a una ristretta cerchia di persone. Anche lei, come Bessone, lo indica sul proprio sito personale, federicadebenedetto.it, su cui compare pure un link a Instagram che, però, porta persino a un profilo inesistente. Una vera candidata a-social.

Chi volesse saperne di più sulla pugliese a-social dovrà per forza inviarle una richiesta d’amicizia. Lo sforzo sarà ripagato perché sembra un personaggio interessante. Sul suo sito, tra le informazioni biografiche, infatti, si legge che ha fondato la sua “prima ‘azienda’ in quarta elementare, con un compagno di classe. Fabbricavamo in casa con acqua e farina (ed un ingrediente segretissimo) una colla naturale, la imbottigliavamo e vendevamo nelle classi in cambio di matite colorate e caramelle”.

L’amica di Beppe Grillo nemica dei social

Tra i 5 Stelle, spicca il caso di Guia Termini, di Treviglio, scelta dai pentastellati come capolista per la Camera. Come negli altri casi, la “cittadina” in corsa per il Parlamento ha un profilo Twitter blindato. In questo caso, Guia Termini non sembra disporre di un sito personale ma risulta registrata sul sito dei meetup “Amici di Beppe Grillo – Treviglio e Bassa Bergamasca”. Anche su quella pagina, però, la sua richiesta di privacy è tale che molti campi non sono stati compilati o, come recita il form, “ha scelto di non renderle pubbliche”.

Chi volesse saperne di più sul conto di questa candidata a-social dovrà per forza scegliere altri mezzi o accontentarsi della pagina candidato messa a disposizione da StartupItalia! all’interno del progetto #Italia2018.

L’ex tesserato Pd che avrebbe preferito non essere sul web

Chi avrebbe tanto voluto optare per un profilo secretato è senz’altro il discusso Nicola Cecchi, candidato del M5s nell’uninominale di Firenze 1 per il Senato. In poche parole, è l’uomo che sfiderà Matteo Renzi in casa. Però, i giornalisti non hanno impiegato molto per trovare sui suoi social post e cinguettii spia di una forte simpatia per il segretario del Pd e di una antipatia piuttosto spiccata per il candidato alla presidenza del Consiglio pentastellato, Luigi Di Maio.

Come racconta con dovizia di particolari questo articolo dell’Huffington Post, appena è scoppiata la grana che ha messo a rischio la sua stessa candidatura, Cecchi ha rimosso i post incriminati. Il suo profilo Twitter è stato persino soppresso. Ma ormai era tardi perché tutto era stato opportunamente “screenshottato”. In questo caso il candidato pentastellato sconta la sua eccessiva socialità.

Insomma, che sia per volontà o per cause di forza maggiore, molti candidati si apprestano a fare campagna elettorale senza avvalersi del megafono offerto dai social. Forse la loro è lungimiranza. Forse è tutta strategia. Forse si sono posti la domanda morettiana “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” e hanno capito che, in un mondo che sgomita pur di apparire e conquistare i fatidici 15 minuti di notorietà, per essere notati davvero bisogna fare un passo indietro. Con StartupItalia! ha funzionato dato che, tra tutti i candidati che affollano da giorni il nostro Social Wall, alla fine abbiamo deciso di dedicare un articolo proprio agli assenti.