Un aspetto particolare della comunicazione social delle politiche 2018 riguarda il fatto che più o meno tutti i principali protagonisti stiano sfruttando i profili Twitter, Facebook e Instagram come mezzo per smerciare il proprio santino elettorale che, il più delle volte, è uno sterile rimando alle trasmissioni televisive cui parteciperanno.

Se si scorrono le pagine social dei politici, si ottiene un variopinto caleidoscopio che altri non è che una guida televisiva delle varie propagande.

Una agenda martellante – e a tratti asfissiante – che mette in risalto l‘assedio mediatico al cittadino da parte dei maggiori candidati.

La formula è più o meno la solita: volto del candidato in bella vista, simbolo e il nome della trasmissione e della emittente dalla quale pontificherà.

E’ il “santino elettorale 2.0”. Poco interattivo, poco fantasioso, graficamente molto brutto e contenutisticamente poverissimo. Non veicola infatti messaggi, nemmeno sotto forma di slogan.

Il solo a declinare in maniera differente il messaggio è il leader della Lega, Matteo Salvini che, alle grafiche prefabbricate, dal sapore seriale, dei rivali preferisce un contatto più diretto e caldo col proprio elettorato.

La sua volontà è quella di dismettere i panni del leghista “sporco e cattivo” per apparire rassicurante.

Una strategia che restituisce una immagine del leader del Carroccio a tratti stereotipata dato che lo ha portato ad apparire sprofondato in poltrona con alle spalle un caminetto come nelle favole di Natale di Charles Dickens.

Anche i 5 Stelle, orgogliosamente “nativi digitali”, anagraficamente “millenials” si limitano a sfruttare le potenzialità offerte dai nuovi media come rimando al vecchio mezzo televisivo.

La zampata arriva da un giovanotto di classe 1945: Pietro Grasso che, pur rimandando alla televisione, sfrutta in modo astuto il programma nazional-popolare per antonomasia: Sanremo, anche se, purtroppo, scivola sull’hashtag (quello ufficiale, che consente una visibilità maggiore, è infatti #Sanremo2018)

Il cinguettio del frontman di Liberi e Uguali ha scatenato una vera e propria corsa allo sfruttamento della scia della kermesse canora. Corsa alla quale l’ex premier Matteo Renzi non poteva non partecipare:

Anche +Europa ha approfittato del Festival della Canzone italiana per averne un ritorno di immagine, grazie a un assist a Emma Bonino che è arrivato proprio dal palco dell’Ariston:

Lo stesso Matteo Salvini, da sempre in polemica con ciò che accade sul palco dell’Ariston, venerdì prossimo approfitterà della tappa strategica del suo #Primagliitaliani tour a Ventimiglia per fare scalo alla vicina Città dei Fiori e apparire, accompagnato da Elisa Isoardi, seduto in platea, magari nelle prime file:

E se non sarà inquadrato, pazienza: la presenza in sala consentirà comunque a  Matteo Salvini l’invio di qualche tweet/selfie sospinto da un hashtag di sicuro impatto come quello di #Sanremo2018.

Insomma, non c’è social che tenga. Nonostante i politici siano presenti su ogni media, quello televisivo continua a essere il settore sul quale preferiscono puntare. I profili Facebook, Twitter e Instagram la maggior parte delle volte vengono sviliti al ruolo di semplice santino elettorale per rimandare alle apparizioni sulla “vecchia” televisione.

Del resto, in un Paese anagraficamente anziano come il nostro, nel quale un format come Sanremo riesce a tenere incollato al televisore 1 italiano su 2un terzo delle famiglie risulta ancora sprovvisto di accesso a Internet  –percentuale che sfiora l’80% nei nuclei composti da over 65enni (dati Istat) – come dare loro torto?