C’è stato un tempo in cui la politica, statica, vecchia e polverosa ammuffiva nei palazzi mentre, fuori dalle stanze dei bottoni, i movimenti, giovani, dinamici e intraprendenti correvano nelle praterie virtuali del web. Agli antichi boiardi di Stato si contrapponevano i nuovi cavalieri di ventura dell’etere. A lungo, blog e social sono stati dominio incontrastato del Movimento 5 Stelle, guidati da quel ragazzo sessantanovenne che è Beppe Grillo.

Quel tempo, però, sembra proprio finito se Matteo Salvini, leader della sola formazione politica sopravvissuta alla fine della Prima Repubblica, proclama vittorioso il sorpasso di “like” sul comico genovese, che di Internet aveva fatto il suo bastione. E’ il leader del Carroccio il nuovo re dei social.

Il celodurismo padano 2.0 nel 2018 è una triste conta di “mi piace”: il personaggio politico accetta di ridursi al ruolo di mero influencer à la Chiara Ferragni e si vanta, come uno youtuber adolescente, dei consensi virtuali che raccoglie. Anche queste sono le politiche 2018 viste dai social.

Sarà discutibile, sarà triste, ma la notizia, tutto sommato, c’è. Perché Salvini, leader in ascesa, supera Grillo, leader in presunto pensionamento. E dimostra l’efficienza della propaganda martellante messa in atto dal segretario della nuova Lega che, nel mondo reale, ha saputo portare il partito che fu di Umberto Bossi dal 4 al 13-14% mentre, in quello virtuale,  ha eroso negli anni followers al monopolio grillino, considerato marmoreo e inscalfibile.

Il sorpasso è stato effettuato a nemmeno quattro giorni dal via dell’iniziativa “Vinci Salvini“. Chissà se l’opportunità di incontrare il numero 1 della Lega abbia in qualche modo influito sui risultati, drogando il numero totale di followers…

Sondaggio Index Research per “Piazzapulita”, La7

 

Se al posto delle croci sulle tessere si votasse con i “mi piace” su Facebook, Matteo Salvini sarebbe destinato a diventare il presidente del Consiglio della diciottesima legislatura. Nel suo portafogli ne custodisce ben 1.992.627. Beppe Grillo che è subito dietro, è a quota 1.989.747 Like.

Luigi di Mario ne ha 1.178.751. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, che oggi riprenderà con i suoi #matteorisponde, è fermo a 1.112.794 followers. Silvio Berlusconi supera a malapena il milione (1.030.434), ma lui ai dati di Facebook continua a preferire quelli dell’auditel. Sotto troviamo Giorgia Meloni, per la quale hanno alzato l’indice 759.247 utenti. La sinistra, oltre a non riuscire più a intercettare il suo popolo (la scuola, gli operai, le periferie) si dimostra incapace di comunicare pure sul web: Pietro Grasso, frontman di Liberi e Uguali, piace a 122.403 persone. Ma in fondo è un outsider. Pier Luigi Bersani, che outsider non è, in tanti anni di militanza è riuscito a raggranellare appena 194.623 consensi virtuali. Massimo D’Alema sui social non c’è nemmeno. Ma sappiamo che, elettoralmente, pesa molto più di Grasso.

#Italia2018 ha, tra i suoi obiettivi, quello di riuscire a comprendere se web e mondo reale siano vasi comunicanti: l’autoproclamazione di Salvini a re dei social ci aiuterà a capire se il consenso raccolto su Facebook si riverberi poi nelle urne. Ma per saperlo dovremo attendere il 4 marzo. Perché se non ci fidiamo troppo dei sondaggi e degli exit poll, figuriamoci cosa possiamo pensare di un “mi piace” su Facebook.