Il 16 febbraio è stato l’ultimo giorno utile per pubblicare le intenzioni di voto degli italiani. Adesso si entra nel pieno della campagna elettorale, dunque i sondaggisti devono silenziarsi. Parallelamente faranno più rumore le parole che i candidati esprimeranno sui social. Per questo motivo sarà ancora più interessante analizzare il “traffico propagandistico” online dei politici: nelle ultime due settimane che ci separano dal voto del 4 marzo, #italia2018 si concentrerà sulle attività di partiti e candidati per tentare di capire cosa dicono e in che modo lo dicono. I lettori potranno seguire in tempo reale l’evolversi della situazione andando alla nostra pagina Politici e Social.

Partiamo da un dato: dall’inizio dell’anno i nove candidati che abbiamo censito, uno per schieramento (per Forza Italia abbiamo preso Silvio Berlusconi anche se incandidabile perché maggiormente rappresentativo) hanno generato un traffico di 15.566 post e tweet. Un numero considerevole, non equamente ripartito.
I più attivi sono infatti i rappresentanti del centrodestra e della destra: Matteo Salvini svetta dall’alto dei suoi 1.053 interventi, segue Silvio Berlusconi a quota 745, quindi Giorgia Meloni (481). Raffaele Fitto, quarta gamba della coalizione, chiude la rassegna con 245 post.

Più dormiente la coalizione di centrosinistra. Matteo Renzi nel 2018 si è quasi eclissato (questo lo avevamo già evidenziato in altre analisi) e infatti viene superato dall’alleata Emma Bonino: 229 a 373 interventi. Beatrice Lorenzin ha postato appena 141 contenuti in oltre un mese. Al momento non abbiamo campionamenti relativi a Insieme anche per difficoltà nel rintracciare un esponente cui abbinarlo: dalla prossima settimana prenderemo in considerazione il socialista Riccardo Nencini.

Sul fronte di MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha fatto 438 interventi, mentre Pietro Grasso, frontman di Liberi e Uguali, 162. Peraltro, la cannibalizzazione degli spazi online da parte dei rappresentanti del centrodestra è significativamente rappresentata dalla nostra raccolta di top hashtag: #Salvini, #ForzaItalia, #elezioni2018, #4marzo, #FlatTax. Tre su 5 (Salvini, Forza Italia e Flat-tax) appartengono a quell’area politica mentre i restanti due sono neutri e rimandano al voto.

Veniamo ora all’analisi delle parole più utilizzate dai singoli candidati. In questa tornata analizzeremo esclusivamente i leader dei partiti che compongono le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra.

Per quanto riguarda Matteo Renzi, il rappresentante del Pd insiste principalmente su due termini: “oggi”, utilizzato 54 volte e “avanti”, 39. Nomina il Partito Democratico 39 volte, probabilmente nel tentativo di ribadire che non è più “l’uomo solo al comando” conosciuto al tempo della presidenza del Consiglio. Nomina Berlusconi 23 volte, Salvini 19 mentre parla di vaccini (attaccando probabilmente i 5 Stelle) 20 volte. Di Maio ricorre per 17 volte. Come si vede, non affiorano i contenuti del programma: non è del resto una novità che il segretario dei Democratici abbia deciso di escludere dalla sua campagna le promesse elettorali. Questo fa sì che nei suoi interventi debba limitarsi a sottolineare gli aspetti negativi dei suoi avversari. Il più nominato è Berlusconi, al quale parrebbe dunque contrapporsi. Il secondo è Salvini mentre Di Maio è stato il meno pronunciato nel primo mese del 2018 di campagna elettorale.

Vuoi vedere quanto è attivo Matteo Renzi sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Berlusconi da parte sua nomina molto tutte le trasmissioni in cui compare. E sono tantissime. Venendo al resto, l’hashtag #berlusconi ricorre 49 volte, #centrodestra 43. Forza Italia 33, seguito da “grillini” a 31 a pari merito con “immigrazione”. Sicurezza 23 e Africa 21 volte, come “aliquota” e “alleati”. Anche in questo caso, dalle parole ricorrenti è possibile estrarre il fil rouge della sua propaganda, incentrata anzitutto sull’opposizione a Movimento 5 Stelle e sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. È interessante notare che l’altra parola chiave sia “alleati”, molto presente nella comunicazione di questa campagna elettorale in quanto la coalizione di centrodestra è apparsa traballante in più occasioni e Berlusconi sta fungendo da collante.

Vuoi vedere quanto è attivo Silvio Berlusconi sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Per quanto riguarda Emma Bonino, la sua parola più utilizzata è +Europa (oltre 300 volte tra hashtag e @), seguito da Italia (88), europea (53), diritti (45), futuro (40), ospite (38) e #vogliamopiueropa (35). Chiaro l’intento di Bonino di inculcare nell’elettore il nome della sua nuovissima formazione, tant’è che anche quando appare in televisione mostra più volte il simbolo, col quale del resto buona parte dell’elettorato deve ancora prendere confidenza. Ovviamente parla molto di diritti (è anzi la sola) e non poteva essere altrimenti data la sua provenienza politica e la sua storia. Infine, dalle parole raccolte sembrerebbe emergere che Bonino sia tra i pochi candidati a rivolgersi al futuro e a declinare il tema dell’immigrazione con un sostantivo non negativo: ospite.

Vuoi vedere quanto è attiva Emma Bonino sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Da tutt’altra parte si posiziona invece il leader della Lega, Matteo Salvini che nomina 346 volte se stesso e per 249 volte scrive #4marzovotolega per poi posizionarsi su temi più cari al suo movimento politico: “italia” e “italiani” ricorrono entrambi 120 volte, il termine “amici” 76, “paese” 64, #primagliitaliani 52, “euro” 47, “figli” 45, #andiamoagovernare 44 a pari merito con “casa” e “Pd”, “clandestini” 43 e “immigrati” 42. Tra i leader politici presi come riferimento da #italia2018, Matteo Salvini è senza dubbio quello dalla propaganda maggiormente aggressiva nonostante sotto elezioni si sia ammorbidito e inizi un buon numero di post e cinguettii col colloquiale termine “amici”. Il nuovo corso sovranista della Lega si intuisce dal numero di volte in cui ribadisce i termini “Italia, italiani, paese” e “casa”, usata sia per indicare la nostra, sia quella cui rispedire al mittente i “clandestini” e gli “immigrati”, altre parole caldissime.

Vuoi vedere quanto è attivo Matteo Salvini sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Tornando alla coalizione di centrosinistra, la ministra uscente alla Salute, Beatrice Lorenzin non è molto attiva sui social. La sua comunicazione poggia quasi interamente sulle parole: “Civica popolare” (per ribadire il nome del suo partito, relativamente nuovo), “salute” (27), “paese” (19), “italiani” (17), “scienza” (14), “famiglie” (13), #vaccinocontroincompetenti e “vaccini” rispettivamente 12 e 11 volte. Insomma, completamente calata nel suo ruolo istituzionale, sembra approfittare di quello per creare una propaganda politica totalmente incentrata sulla cura dell’individuo e sull’importanza della vaccinazione, tema ovviamente sfruttato in contrapposizione con la libertà di scelta che invece vorrebbero partiti come Lega e MoVimento 5 Stelle.

Vuoi vedere quanto è attiva Beatrice Lorenzin sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, insiste particolarmente su termini come “Italia” per 216 volte, “giorgia meloni”184, #4marzovotofdi 113, #melonipresidente 71, italiani 65, #fratelliditalia 62, #giorgiapresidente 56, #patriotiditalia 41, #votagiorgiameloni 37, sinistra 35, #fdi 31. Contenutisticamente parlando, i tweet e i post di Meloni sembrano i più poveri rispetto a quelli degli altri candidati e si limitano a ribadire slogan elettorali. Per trovare tracce di programmi nelle sue parole bisogna scendere in profondità: ha scritto “proposte” 31 volte, “programma” 30, “inciucio” e “natalità” 25, “lavoratori” 23, “sicurezza” 20, “patrioti” 19, “nazione” 18 e “centri sociali” 17 volte. Le parole care alla destra, insomma, appaiono in secondo piano nella conta dei termini più usati, messe in ombra dagli slogan. Si potrebbe dunque affermare che gli interventi social di Giorgia Meloni non sono mirati a fare conoscere il programma agli elettori ma si limitano a chiederne il voto.

Vuoi vedere quanto è attiva Giorgia Meloni sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Terminiamo la prima parte di questa rassegna analizzando le parole di Raffaele Fitto, esponente di punta di Noi con l’Italia – Udc, la cosiddetta “quarta gamba” della coalizione di centrodestra. Nei suoi post su Facebook e nei suoi cinguettii su Twitter ricorrono più volte #adessobrindisi (95), #bari (95), #cdx (42), #csx e “debito pubblico” (34), “liberale” e “liberali”, sommati, una trentina di volte, “Europa” (26), “famiglia” (24), “flat tax” (22) e “Fornero” (21). Gli interventi di Raffaele Fitto sembrano di un candidato maggiormente radicati nel territorio e volti a fare comprendere che la sua nuova formazione, Noi con l’Italia – Udc, da un lato rientra nella famiglia del centrodestra italiano ma, dall’altro, è di stampo europeo e liberale. Parti del suo programma sono ravvisabili nelle parole “debito pubblico”, “flat tax” e pensioni (“Fornero”).

Vuoi vedere quanto è attivo Raffaele Fitto sul web? Consulta la sua pagina nella sezione Politici e Social!

Questa era la prima parte delle nostre analisi sui post e tweet dei politici, lunedì 19 febbraio analizzeremo i contenuti degli esponenti dei partiti che corrono da soli: Luigi Di Maio per MoVimento 5 Stelle e Pietro Grasso per Liberi e Uguali.