È una relazione a tutto campo quella che i Servizi Segreti hanno presentato in Parlamento sulle minacce che potrebbero minare la sicurezza del Paese. Comprende infatti il monitoraggio della propaganda terroristica di Daesh, il dossier libico, l’attività di sabotaggio di No Tav e No Tap, fino ad arrivare al problema delle fake news e della propaganda denigratoria. Queste ultime declinate da oscuri attori in modo tale da destabilizzare la tenuta dello Stato soffiando sul malcontento popolare in vista delle elezioni del 4 marzo.

Nel report Relazione al Parlamento dei Servizi di informazione e sicurezza si sottolinea che occorre tenere alta la guardia nei confronti delle “campagne di influenza che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirano a condizionare l’orientamento ed il sentiment delle opinioni pubbliche, specie allorquando queste ultime sono chiamate alle urne“.

E gli 007 avvertono: “si ritiene possibile un aumento tanto delle campagne di spionaggio digitale da parte di attori statuali, con l’impiego di modalità operative di offuscamento per rendere più difficoltosa l’identificazione dell’attaccante (cd. attribution), quanto delle minacce ibride specie in prossimità di passaggi cruciali per i sistemi democratici“.

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Non si tratta di un allarme infondato, ma basato su quanto accaduto, nello scenario internazionale, nel corso del 2017.  In particolare, viene sottolineato dalla intelligence italiana, che “tali campagne hanno dimostrato di saper sfruttare, con l’impiego di tecniche sofisticate e di ingenti risorse finanziarie, sia gli attributi fondanti delle democrazie liberali (dalle libertà civili agli strumenti tecnologici più avanzati), sia le divisioni politiche, economiche e sociali dei contesti d’interesse, con l’obiettivo di introdurre, all’interno degli stessi, elementi di destabilizzazione e di minarne la coesione”.

Quello delle cyber campagne propagandistiche non è il solo pericolo che viene dal Web su cui i Servizi insistono in vista delle elezioni del 4 marzo. L’altro riguarda il sorgere di movimenti legati alla destra estrema: “il tema migratorio ha mosso le iniziative della destra radicale, nel cui ambito si è registrata la nascita di nuove sigle, con presa soprattutto sui più giovani. Mobilitazioni contro la presenza extracomunitaria hanno caratterizzato anche le componenti più strutturate, attive pure sui temi sociali e nei collegamenti internazionali, cui non mancano connessioni con agguerriti network d’ispirazione neonazista”.