Quale sarà il primo impegno di Matteo Salvini nel caso riuscisse ad approdare al governo?

Anche con tutta la buona volontà di questo mondo, non siamo riusciti a capirlo: il leader della Lega rivoluziona la propria agenda ogni volta che twitta o che rilascia una nuova dichiarazione alla stampa: stop alla Fornero, rispedire gli immigrati a casa, restituire la felicità ai nonni, i capelli ai calvi, le espressioni facciali a chi ha abusato di botulino, ma anche difendere i prodotti nostrani, tutelare gli italiani in Europa, eccetera, eccetera, eccetera…

Il primo impegno cambia insomma a seconda del momento, dell’ora del giorno, dell’umore di Salvini e delle orecchie di chi è in ascolto.

 

Per dirla con il linguaggio dei social, “il primo impegno del governo Salvini is the new Berlusconi presidente operaio, ma anche imprenditore, ma anche contadino, impresario, presidente del Milan, cantante….”

Quello che abbiamo evidenziato oggi è forse il primo passo falso compiuto dal leader della Lega, che finora si è dimostrato invece un comunicatore geniale, una vera e propria macchina da guerra della propaganda politica, un twittatore forsennato.

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Il problema, però, è dato proprio dalla gragnola continua dei suoi tweet e dei suoi post su Facebook: più si interviene a ritmo serrato e più è facile cadere in contraddizione, a discapito della propria credibilità. Internet, poi, non dimentica ed è sempre pronto a restituire tutto, dunque basta una semplice ricerca su Google per tenere d’occhio il politico di turno e farsi una idea se le sue siano promesse da marinaio oppure se effettivamente sono scolpite nel programma della ventura azione di governo.

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Naturalmente, non intendiamo dire che Matteo Salvini sia inaffidabile, ma forse la sua immagine può uscire  lievemente compromessa da questa rassegna di promesse, tutte messe in cima della sua agenda politica. Il primo impegno di Salvini, con se stesso e non con gli italiani, dovrebbe essere diversificare le parole che utilizza nella propaganda.