Con ogni probabilità diranno che ha avuto un accesso di utenti che ha dell’epocale, tale da surriscaldare i cavi ethernet e da fare fumare i server. Peccato che, appena lanciato, si facesse gran difficoltà ad accedervi.

La realtà è che il sito Berlusconi2018, lanciato a ridosso delle elezioni per ridare lustro, anche sul Web, all’ottuagenaria figura dell’ex Cavaliere in vista del 4 marzo, nel pomeriggio di ieri è stato a lungo down, cioè irraggiungibile.

Quando, alla fine, si è materializzato sui monitor come una apparizione mistica, si è svelato in tutta la sua potenza propagandistica: berlusconi2018 è un sito pensato appositamente per un pubblico anziano: poche icone, molto grandi, facilmente leggibili, che ricordano i telefoni Brondi, quelli con i tasti enormi e il volume stereofonico che fa tremare i vetri.

Su Twitter non viene nemmeno presentato come “sito” ma come “gazebo on line”. Probabilmente per renderlo più facilmente conoscibile alla platea alla quale si rivolge.

A metà strada tra il volantone delle offerte del supermercato e il tradizionale santino elettorale, berlusconi2018 consente di avere un assaggio del programma elettorale di Forza Italia e delle gesta, spesso eroiche, dell’imprenditore milanese.

Chi fosse riuscito nella mirabile impresa di sfuggire al suo presenzialismo televisivo può consultare il comodo abecedario in cui Berlusconi si racconta e racconta, in pillole, il suo pensiero, dalla A di amore (“l’Italia è il Paese che amo”, ed è subito 1994) alla Z di Zorro al quale, in un impeto di entusiasmo, l’ex Cavaliere sostiene di assomigliare (“anche io, come lui, proteggo il popolo dall’oppressione”) passando per la C di Cinque Stelle (“movimento pauperista e giustizialista”), la D di democrazia (“è dal 2008 che gli italiani attendono di essere governati”), la G di giustizia (“non auguro a nessun avversario politico di essere vittima della persecuzione giudiziaria così come lo sono stato io”) e ovviamente la T di tasse (che quasi estinguerà completamente).

Immancabile la sezione in cui, ancora una volta – non fossero bastate le ripetizioni su Twitter e Facebook – viene spiegato all’elettore come votare. Un Berlusconi orgogliosamente anziano che parla agli anziani, quello di berlusconi2018. Un Berlusconi che parla di sé come “usato sicuro” e che è stato (notare il verbo rivolto al passato) “uomo di impresa, di stato e di sport”. Non potendo più rappresentare, per mero dato anagrafico, con Matteo Renzi che ha la metà dei suoi anni e Luigi Di Maio che ha mezzo secolo meno di lui, il nuovo che avanza (come nel ’94) ha ribaltato lo storytelling e ora, da rivoluzionario liberale si è tramutato in nonno della patria: come nonno Libero, ma con più capelli.