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Giornalista

Anthony Muroni

Il messaggio che il 4 marzo può arrivare alla partitocrazia italiana è il seguente: il nostro VOTO, il nostro FUTURO, la nostra SPERANZA non sono PIÙ nella vostra DISPONIBILITÀ. Voto SARDO per un fatto ETICO e non ETNICO.

Ex direttore dell’Unione Sarda.

Inizia a collaborare con le pagine sportive del quotidiano La Nuova Sardegna all’età di 18 anni. Nel 1993 inizia a occuparsi di cronaca per lo stesso giornale, diventando corrispondente dal Montiferru.

Dal 1997, per tre anni, coordina la redazione giornalistica di Radio Planargia, emittente della diocesi di Alghero-Bosa.

Nel gennaio 2000 viene assunto dal quotidiano L’Unione Sarda e assegnato alla redazione di Oristano, dove si occupa di cronaca nera a giudiziaria, oltre che del coordinamento della pagina del Marghine-Planargia.

Nel 2003 è trasferito alla redazione di Macomer, dove resta sino alla chiusura, nel 2006. Dal 2006, per tre anni, si trasferisce nella redazione di Nuoro del quotidiano cagliaritano, dove si occupa di cronaca nera e sindacale.

Nel dicembre 2008 è trasferito nella redazione centrale di Cagliari, dove si occupa di politica comunale nel capoluogo. Dall’aprile 2011 è alla guida del reparto Politica e, contemporaneamente, assume la conduzione della trasmissione televisiva “Dentro la notizia”, in onda su Videolina.

L’8 giugno 2013 diventa direttore del quotidiano L’Unione Sarda, carica da cui si dimette il 9 settembre 2016. Contestualmente lascia anche le direzioni di Radiolina e Unionesarda.it, che aveva rispettivamente assunto il 1º gennaio 2014 e il 2 marzo 2015.

A gennaio del 2016 Muroni è stato condannato per diffamazione dal giudice monocratico Sandra Lepore, al termine di un processo cominciato nel luglio del 2014. A portare in tribunale Muroni è stata Claudia Lombardo, l’ex presidente del Consiglio regionale sardo in carica quando il 27 luglio 2011 L’Unione Sarda pubblicò l’articolo scritto da Muroni. Nel pezzo si dava notizia di un’indagine aperta contro la famiglia dall’allora presidente relativamente al parco eolico Enel a Portoscuso, nel Sulcis. Nel pezzo si parlava di “maggiori oneri”, per un importo di 400mila euro, che i Fenu, indicati da Muroni come il ramo materno della famiglia Lombardo, avrebbero dovuto ricevere per la cessione del diritto di superficie su alcuni terreni. In particolare, si faceva riferimento a Giuseppe e Maria Luisa, citati nell’articolo come lo zio e la madre dell’allora presidente del Consiglio. La circostanza si è poi rivelata falsa: i Fenu oggetto di quel procedimento giudiziario non erano parenti della Lombardo che, quello stesso 27 aprile 2011, per smentire il contenuto dell’articolo mandò in redazione una richiesta di rettifica.

L’Unione Sarda, però, pubblicò solo poche righe della lettera. Da ciò la decisione della Lombardo di presentare querela per diffamazione. Poi il rinvio a giudizio di Muroni e Figus e infine la condanna. Il giudice Lepore ha anche stabilito che Muroni e Figus, in solido, dovranno risarcire le parti civili. (fonti Sardiniapost, L’UnioneSarda)

 

Fonte: Wikipedia

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